Agosto 26, 2005

VI: Il Martin pescatore di teste

Quando incontri per la prima volta Heidegger, pensi che sia uno che ha le palle. Ti guarda torvo, severo, cita i greci a memoria, sa tutte le etimologie e fa domande intelligenti come: "in filosofia, perché l'essere, e non il nulla?". T'incanta con i suoi discorsi sulla filosofia che cambia il mondo (avremo modo di riparlarne), sull'immensità del pensiero, oppone alla chiacchiera vuota ed insensata il valore di un'esistenza autentica, vissuta faccia a faccia con la morte. Ti senti una merda, ti senti un indegno, chiudi il libro e vorresti ucciderti.

Poi scopri che le etimologie non le sa, semplicemente se le inventa; che vive tormentato dal dolore di non essere nato nel V sec. a.C.; che la famosa esistenza autentica, l'esistenza-per-la-morte, non è altro che la banalità di "vivere ogni giorno come fosse l'ultimo"; che quindi il pensiero non è così immenso, se non supera le ventiquattro ore. Perfino la domanda ontologia fondamentale, il domandone sull'essere, non ti sembra più così intelligente: perché l'essere, e non il nulla? Perché il nulla è nulla. Punto. Così ora sai che Heidegger è un depresso che non sapeva fare progetti a lungo termine. Lo guardi bene, e ti sembra un po' nazista. Ancora una volta, il tuo cervello ti ha salvato.

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Agosto 22, 2005

V: tra il dire e il fare... c'è di mezzo la scrittura

Immaginate una ragazza che va al funerale di sua madre. Tra la gente vede un uomo. Non l’ha mai visto prima. Ne è affascinata; se ne innamora. Sente che è l’uomo della sua vita.

Due giorni dopo, quella stessa ragazza uccide sua sorella. Perché?

 

No, non è l’ultimo racconto di Stephen King e non è nemmeno un fatto di cronaca apparso sui giornali, ma solo uno dei test che i criminologi dell’FBI usano per individuare le personalità psicotiche. Se avete pensato che la ragazza abbia ucciso per rivedere l’uomo al funerale della sorella, complimenti! Siete dei perfetti serial killer. Se invece avete pensato a relazioni incestuose padre-figlia, questioni di eredità, o altre motivazioni a carattere passionale, rassegnatevi ad essere persone normali.

 

Comunque, a prescindere da tutti i commenti sulla serietà dei metodi dell’FBI, io trovo che sia una bella storia. Uccidere tua sorella sperando di incontrare di nuovo l’uomo della tua vita. Serial killer o no, chi risponde così ha l’anima dello scrittore.

Ma spero che abiti lontano da casa mia…. :)

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Agosto 09, 2005

IV: sui sepolcri imbiancati

Dicono che la città bianca sia Ostuni, ma per fortuna anche Bari non scherza. In seguito all'incidente aereo di sabato, il nostro beneamato sindaco aveva proclamato due giorni di lutto cittadino; peccato che non se ne sia accorto nessuno. Così ha pensato bene di annullare tutti i concerti previsti in città. Anzi no, annullato il concerto di Alexia ma non quello "della più grande orchestra rom d'Europa, vista la particolarità dell'evento" (?). Fin qui, nessuna grande perdita: se non che poi la gente che è andata in piazza del Ferrarese (il salotto buono di Bari, come lo chiamano, manco l'avesse fatto Natuzzi) non ha trovato nessun concerto.

Ora, orchestra rom a parte, mi domando: forse la memoria m'inganna, ma vi risulta che sia normale proclamare il lutto cittadino per cinque morti?

Per fortuna c'è PapaRatzi che prega per noi...

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Agosto 08, 2005

... gli stronzi galleggiano

Apprendiamo oggi, dalle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno, carta igienica ufficiale di tutto il centro-sud, il triste resoconto della giornata del sindaco al fianco dei parenti addolorati. Esaminiamolo attentamente, cosicché se qualche rampollo di buona famiglia dovesse vincere le elezioni comunali fingendosi un figlio del popolo, e avesse quindi necessità di trovarsi scon le vittime di qualche sciagura per farsi pubblicità, saprebbe cosa dire.

 

Si comincia con la frase ad effetto, seguita dalla riflessione sulla tragedia:

“Non sono riuscito a dormire. Avevo accumulato così tanta adrenalina che mi è stato difficile calmarmi. Riflettendo, mi è capitato di soffermarmi su un aspetto in modo particolare: come l’estrema vitalità di chi viaggia, si muove, si gode la vita, si possa mischiare con tragedie come quella di sabato.”

 

Se ambite a conquistare/mantenere i voti del correntone di centro cattolico, è d’obbligo inserire qui il primo riferimento religioso:

“Mi è venuto così in mente un brano del vangelo che dice come bisogna farsi trovare pronti non solo alla vita, ma anche alla morte.Non si deve subire né la vita, né la morte.”

 

A questo punto si può procedere con la cronaca dei momenti drammatici:

“Stavo dormendo, e Angelo Pansini, un mio collaboratore, ha chiamato sul telefono di mia moglie perché io l’avevo staccato (giustamente, era in vacanza e non voleva rotture di coglioni, il nostro povero sindaco, n.d.r.). Mi sono svegliato di soprassalto e da Rosamarina mi sono precipitato in aeroporto.”

 

Da notare ora come il tempestivo sindaco Emiliano immediatamente capisce l’entità del problema e agisce di conseguenza:

 “Durante il tragitto abbiamo mobilitato assistenti sociali e psicologi, e con l’assessore Martinelli abbiamo attivato il centralino del Comune(cosa infatti c’è di più utile per i parenti delle persone coinvolte degli psicologi? Che te ne fai delle informazioni se hai gli psicologi?).”

 

Ed ora entriamo nel cuore del dramma:

“L’impatto in aeroporto è stato tremendo. Sono entrato nella sala dove c’erano i parenti xdei passeggeri dell’ Atr72 che speravano che io avessi notizie sui loro familiari (lui invece aveva gli psicologi). E’ stato tremendo vedere  quelle facce senza poter fare nulla. Anche dopo, quando sapevo, ma non potevo dire nulla. ”

 

E’ sempre buona norma ricordarsi degli alleati, ed infatti Emiliano prosegue sollecito:

“Poi ho visto il presidente Vendola ed ho tirato un sospiro di sollievo: è stato importante condividere momenti di così grande tensione proprio per stemperarla. Ho potuto constatare sul campo di battaglia la grande leadership di Vendola, che ha preso il comando delle operazioni con autorità. Anche il nuovo questore Gratteri è un grande acquisto per la città di Bari.”

 

Qualche frase di circostanza sui parenti…

“E’ gente straordinaria che ha sofferto in maniera terribile. ”

 

…e le consuete bacchettate sulle mani ai media:

“Ringrazio i media per aver accolto il nostro appello alla discrezione (infatti si sono limitati a riprendere mamme in lacrime e telefonate private), anche se non ho gradito alcune foto pubblicate, con i cadaveri che galleggiavano (eh brutti cattivoni)

 

Condire il tutto con accenti di tenera familiarità…:

“Papà e mamma Baldacci (ma a chi?! manco ci giocasse tutti i giorni a burraco al circolo della Vela…) genitori di una delle vittime, non riuscivano ad imbarcarsi, ma poi siamo riusciti a farli partire per la Sicilia.”

 

…ed aggiungere una bella spruzzata di religiosità che, per i motivi sopra esposti, non guasta mai… conclude infatti il giornalista della Gazzetta, Ninni Perchiazzi:

“Uno stress psicofisico che il primo cittadino ha deciso di stemperare partecipando ieri sera a Terlizzi, alla processione della Madonna di Rovereto in compagnia del governatore regionale (il santuario è, per inciso, di proprietà della famiglia di Vendola, per cui il piccolo Nichi, dopo il miracolo delle elezioni, come minimo doveva andare alla processione e accendere il cero alla Madonna)

Posted by radhe at 21:28:50 | Permanent Link | Comments (2) |

III: gli arei vanno a fondo...

Succede che un aereo carico di turisti, partito da Bari in direzione Djerba, cada nelle acque della Sicilia. Si sa, quando la gente muore i politici gongolano, e così ecco che il sindaco di Bari Michele Emiliano e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola accorrono al nuovissimo aeroporto di Bari Palese per confortare i parenti e farsi riprendere dalle telecamere. Quando gli ricapita più di avere addosso tutti i tg nazionali della sera? Dai che se si scopre che è un attentato magari arriva pure la BBC…

 

Posted by radhe at 21:04:08 | Permanent Link | Comments (0) |

II: Elogio della follia

Socrate era pazzo. Uno squilibrato totale. Uno che fermava la gente in mezzo alla strada con domande assurde, uno che sentiva la voce del suo "daimon" interiore, e la seguiva pure, in barba alle leggi del buon vivere civile. Uno che se la faceva coi ragazzini e si lamentava della moglie rompiballe. E che cosa doveva fare la poveraSantippe con un marito così, che non fa che parlare dell'arte maieutica di mammà buonanima e la mattina appena sveglio le chiede "ma tu conosci te stessa?", o magari se ne esce con qualche altra sparata sulla morale e la voce interiore. Il dialogo socratico: la più celebrata, sopravvalutata forma di soliloquio che l'uomo abbia mai potuto concepire insieme al Maurizio Costanzo show. E poi dice che non si doveva buttare in politica, Socrate.

Tutto questo per dire che tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo parlato bene di Socrate, celebrando la sua lungimiranza e l'ottusità degli Ateniesi che lo misero a morte; eppure, se fossimo stati lì magari saremmo stati i primi a denunciarlo. Perché oggi denunciamo tutto tranne le cose importanti: i cartoni violenti, gli abiti succinti, il nostro strano vicino, la nuova macchina del collega d'ufficio. Ma ai fatti propri, oggi come all'epoca di Socrate, nessuno pensa mai.

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Agosto 03, 2005

I: L'uomo-massa

Ortega y Gasset ha scritto una volta che l'uomo volgare è "colui che non esige nulla, ma si contenta di ciò che è, e rimane ammirato di se stesso. Non solo crede d'essere eccellente e non volgare, ma egli stesso proclama e impone il diritto della volgarità, o la volgarità come un diritto¢.

Correva l¦#39;anno 1930. In 75 anni a quanto pare non è cambiato granché. I nostri modelli, le nostre guide, sono persone che hanno una sola idea, ma la difendono con i denti. Noi, ascoltiamo. In silenzio. Fino a quando? Mi piacerebbe che la gente si ribellasse. Non nel modo sciocco delle masse, con i loro inutili cortei di pecore belanti dietro ad una pecora-capo che bela un po¦#39; più forte. Vorrei che la gente smettesse di essere gente, e diventasse persone. Perché è la mente creativa degli individui che cambia le cose. E¦#39; il pensiero.

Posted by radhe at 18:52:11 | Permanent Link | Comments (0) |

prologo

Perché sono stanca della gente che non usa la propria testa.
Perché sono stanca di restare a guardare senza fare niente.
Perché credo fermamente che sì, le idee possono cambiare il mondo.
Perché ognuno di noi dovrebbe volere di più per se stesso.

 

Per questo, oggi, è nato questo blog.

 

Perché lo specchio, impietoso, riflette.

 

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Posted by radhe at 18:34:47 | Permanent Link | Comments (2) |